Altro monumento romano mantenutosi in discrete condizioni fino ai giorni nostri è l' Arco di Riccardo, antica porta cittadina edificata nella seconda metà del I secolo.C.
Dal canto suo, come si è già indicato, il gruppo etnico sloveno era nella città triestina agli inizi del Novecento in piena ascesa demografica, sociale ed economica, e, secondo il discusso censimento del 1910, costituiva circa la quarta parte dell'intera popolazione.
A seguito delle fiamme seguirono varie esplosioni, probabilmente albergo leonardo da vinci a roma dovute a un deposito di armi presente nel Balkan.
Virginio Gayda, L'Italia d'oltre confine, Torino 1914,.La reazione dei tedeschi e dei collaborazionisti italiani non si fece attendere: rastrellamenti, perquisizioni e anche decimazioni funestarono la città giuliana e i centri limitrofi.I triestini sollecitarono l'intervento degli Alleati che saltuariamente espressero proteste formali senza però ottenere risultati apprezzabili.Qualche giorno più tardi sfilò per le vie di Trieste un corteo di fascisti, accompagnati da un reparto di "cavalleria fascista".A cavallo fra gli anni sessanta e settanta iniziò a svilupparsi anche il commercio legato al movimento frontaliero.Dal 1963 è capoluogo del, friuli-Venezia Giulia.Elio Apih, Italia, Fascismo ed Antifascismo nella Venezia Giulia, Bari, Editori Laterza, 1966,.



273-298; lo storico Umberto Corsini, professore universitario, preside dal 1984 al 1989 della Facoltà di lingue e letterature straniere dell'Università Ca' Foscari di Venezia, a lungo presidente della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche: Umberto Corsini, Problemi di un territorio di confine.
Per protesta una folla si radunò davanti alla Questura da dove vennero sparati dei colpi che uccisero Pietro Addobbati e Antonio Zavadil.
Italiana da: Bogdan.
Nel dicembre 1941, a guerra già iniziata, fu celebrato, sempre a Trieste, un secondo processo dal Tribunale speciale per la Difesa dello Stato contro nove membri del tigr (sloveni e croati) che furono accusati di terrorismo e spionaggio.Il sito Bogdan.Pochi anni più tardi la città fu distrutta dai Longobardi (nel 568, al momento della loro invasione, o, più probabilmente, nel 585 5 6 ).Da Elio Apih, Italia, Fascismo e Antifascismo nella Venezia Giulia (1918-1943), Bari, Editori Laterza, 1966,.25 Il verbale del Consiglio dei Ministri asburgico del 12 novembre 1866, con le direttive di "germanizzare e slavizzare è ben conosciuto dagli storici, che lo hanno frequentemente citato nelle loro opere.Solo nel Goriziano furono portate a compimento alcune delle infrastrutture progettate.Tale politica, inaugurata dall'Austria subito dopo la terza guerra di indipendenza, si ispirò alle scelte tradizionali, seguite sin dall'inizio del secolo xviii, di favorire le potenzialità insite nella collocazione geografica di Trieste, posta all'incirca nel punto d'incontro fra le linee di comunicazione convergenti dall'Italia, dalla.Pietro Kandler riporta, nella sua Storia di Trieste, che: «A Trieste la nobiltà parla il tedesco, il popolo l'italiano, il contado lo sloveno.» Secondo il contestato censimento austriaco del 1910, su un totale di 229.510 abitanti del Comune di Trieste (comprendente anche una serie.Subito dopo la dichiarazione dell'8 ottobre ci furono diverse manifestazioni sia contro che a favore del ritorno di Trieste all'Italia.




[L_RANDNUM-10-999]