2598) e cominciamo a scendere in Valle d'Averta (Val Codera vesro ovest, su ripida traccia che orologi sconti a" 2140 intercetta la traccia che scende dal gemello passo dell'Oro.
Guide Suber (ristampate come Oscar Mondadori negli anni settanta ) dell' Italia leggendaria, misteriosa, insolita, fantastica.
Occhieggia anche, sornione e quasi irridente, alla loro destra, laffilata punta della cima del Barbacan (m.
Scendiamo, così, ad una nuova e faticosa fascia di grandi massi, passando leggermente a valle di un microlaghetto alimentato dal piccolo ghiacciaio che si annida fra le pieghe del versante meridionale del monte Pioda.
Dopo aver superato, scendendo, uno sperone roccioso, si giunge ad un grosso masso, presso il quale il sentiero Risari si congiunge con il sentiero Roma che scende dal passo del Barbacan nord.3308 cui fa da vassallo la punta Sertori (m.Procediamo ora fra nevaietti e gradi blocchi e dopo un ultimo tratto assistito da corda fissa e staffa, siamo al passo del Camerozzo (m.È possibile scendere in questa valle e traversare alla Valle dAverta, intercettando il Sentiero Roma, ma la discesa avviene a vista, senza segnavia, e richiede ottime condizioni di visibilità, terreno in condizioni ideali, esperienza escursionistica e grande prudenza.Oltre il passo si scende lungo un ripido e stretto canale con l'ausilio di catene.Si tratta del passo Porcellizzo settentrionale, posto immediatamente a nord del pizzo Porcellizzo.Per quanto riguarda invece l'impiego di catene lignee o di pietra si resta dubbiosi, se non altro per l'elasticità del legno e per l'incapacità della pietra di lavorare a trazione.



LE virtu ingredienti: fagioli di più qualità, ceci, lenticchie, fave, piselli, bietole, spinaci, indivia, misericordia, carciofi, zucchine, rapacciole, tarassaco, scrippigni(crespigno cicorietta, viticchi (vitalba borragine, finocchietto selvatico, sedano, finocchio, prezzemolo, maggiorana, aneto, pipirella (timo serpillo basilico, peperone, gratta e vinci miliardario forum aglio, cipolla, carote, pomodoro, mentuccia, sale, pepe, noce moscata.
Il granduca Cosimo I de' Medici scelse il tema del Giudizio Universale per affrescare l'enorme calotta, e affidò il compito a Giorgio Vasari, affiancato da don Vincenzo Borghini per la scelta del tema iconografico.
Solo l'ultimo passaggio, un traverso a sinistra quando si è ormai prossimi al passo, richiede una certa attenzione e l'ausilio di corde fisse.Usciti dalla macchia, pieghiamo leggermente a sinistra ed attraversiamo un ramo minore del torrente che scende dalla val Sione.Volgendo a sinistra e seguendo i segnavia bianco-rossi, superiamo, con cautela, un sistema di roccette e, dopo unultima discesa, intercettiamo il sentiero principale che dal passo di Corna Rossa scende alla piana della Val Torreggio.Le fatiche iniziali impongono qualche sosta, anche perché il fiato non è ancora rotto.Durante il secondo conflitto mondiale, invece, venne utilizzato come struttura di appoggio da formazioni partigiane; per questo, durante il sistematico rastrellamento del 1944, venne bruciato dalle forze nazifasciste.Ad ovest sfilano tutte le valli percorse dal sentiero, ad eccezione della Val Porcellizzo, che resta nascosta dietro quella del Ferro: da sinistra abbiamo la valle dellOro, quella del Ferro, la Val Qualido, la Valle di Zocca, un piccolo scorcio della bassa Val Torrone.Nel cuore della stagione estiva troveremo al rifugio un notevole affollamento.Clicca l'immagine per ingrandire, galleria immagini, la mulattiera poco prima di giungere a Codera (foto.




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